Consigli sull’utilizzo del knosti. Vorrei aggiungere solo 2 note sull’utilizzo della vaschetta in questione. Intanto vi rimando alla recensione di beppe jk “giuseppe artusi”, che ne descrive perfettamente l’utilità e i limiti. Per migliorare il livello di pulizia, dato il costo relativamente basso, consiglio di acquistare una seconda vasca, solo la vasca, da riempire di acqua distillata e nella quale risciacquare il disco appena tolto da quella contenente il detersivo (mi trovo benissimo con quello prodotto da “l’art du son”, meno schiumoso del knosti e più efficace). Con questo sistema lo sporco che resterà tra i solchi sarà molto meno e, comunque, verrà via sotto forma di polverina bianca al primo ascolto. Se la vostra resistenza ve lo consente, potete sostituire l’acqua distillata della vasca di risciacquo ogni 10-15 dischi lavati, in modo che sia sempre pulita. Se volete evitare lo sgocciolamento e parzialmente l’asciugatura dell’acqua sul vinile, potete appoggiare lo stesso su una superficie pulita e passargli sopra un panno in microfibra (da lavare ad ogni passaggio) che asporterà buona parte del liquido e del residuo di sporco in esso contenuto (anche l’acqua distillata lascia dei residui). Il lato negativo del procedimento è che vi stancherete lavando una minor quantità di dischi, e specie con l’utilizzo del detersivo consigliato (l’a. ), (che una volta utilizzato non può essere messo via per il riutilizzo, dato che va a male), il costo per disco risulterà maggiorato.

Consigli sull’utilizzo del knosti. Vorrei aggiungere solo 2 note sull’utilizzo della vaschetta in questione. Intanto vi rimando alla recensione di beppe jk “giuseppe artusi”, che ne descrive perfettamente l’utilità e i limiti. Per migliorare il livello di pulizia, dato il costo relativamente basso, consiglio di acquistare una seconda vasca, solo la vasca, da riempire di acqua distillata e nella quale risciacquare il disco appena tolto da quella contenente il detersivo (mi trovo benissimo con quello prodotto da “l’art du son”, meno schiumoso del knosti e più efficace). Con questo sistema lo sporco che resterà tra i solchi sarà molto meno e, comunque, verrà via sotto forma di polverina bianca al primo ascolto. Se la vostra resistenza ve lo consente, potete sostituire l’acqua distillata della vasca di risciacquo ogni 10-15 dischi lavati, in modo che sia sempre pulita. Se volete evitare lo sgocciolamento e parzialmente l’asciugatura dell’acqua sul vinile, potete appoggiare lo stesso su una superficie pulita e passargli sopra un panno in microfibra (da lavare ad ogni passaggio) che asporterà buona parte del liquido e del residuo di sporco in esso contenuto (anche l’acqua distillata lascia dei residui). Il lato negativo del procedimento è che vi stancherete lavando una minor quantità di dischi, e specie con l’utilizzo del detersivo consigliato (l’a. ), (che una volta utilizzato non può essere messo via per il riutilizzo, dato che va a male), il costo per disco risulterà maggiorato.

Moooolto utile ma serve tanta tanta pazienza. Per chi ama avere cura dei propri vinili e non vuole spendere cifre assurde per una lavadischielettrica questo aggeggio è utile e da buoni risultati. A volte fa quasi dei miracoli, a volte si percepisce un leggero miglioramento, a volte non cambia quasi nulla (circa un 20% dei casi con dischi usati). Ma forse dipende da altri aspetti che più sotto dirò. Il consiglio è però quello di prenderne due. Perche lavando i dischi solo con una non siha la possibilità di risciacquarli in acqua distillata, operazione fondamentale per: 1) evitare che ascoltando poiil disco si formi una pallozzola di residui sullo stilo del giradischi; 2) la pulizia sia più accurata e non rimangano sulvinile macchie e aloni. Attenzione però che il risultato è buono solo se il disco da lavare non è eccessivamente malmesso. Su dischi tenuti molto male o ascoltati precedentemente su giradischi di bassa qualità (è possibile che la puntina abbia “arato” e quindi rovinato i solchi. ) non ci sarà l’atteso “miracolo”. Voici les spécifications pour le KNOSTI Sistema lavadischi Disco Antistat – Finitura nera:

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Hey hey, my my vinyl never die. Lo consiglio vivamente a tutti i collezionisti di vinili. Elimina le fastidiose cariche elettriche e la polvere. Ovviamente se i graffi ci sono ovviamente ci rimangono inutile dirlo, ma l’ascolto ne risulta migliorato. Tempi di consegna rapidissimi.

Moooolto utile ma serve tanta tanta pazienza. Per chi ama avere cura dei propri vinili e non vuole spendere cifre assurde per una lavadischielettrica questo aggeggio è utile e da buoni risultati. A volte fa quasi dei miracoli, a volte si percepisce un leggero miglioramento, a volte non cambia quasi nulla (circa un 20% dei casi con dischi usati). Ma forse dipende da altri aspetti che più sotto dirò. Il consiglio è però quello di prenderne due. Perche lavando i dischi solo con una non siha la possibilità di risciacquarli in acqua distillata, operazione fondamentale per: 1) evitare che ascoltando poiil disco si formi una pallozzola di residui sullo stilo del giradischi; 2) la pulizia sia più accurata e non rimangano sulvinile macchie e aloni. Attenzione però che il risultato è buono solo se il disco da lavare non è eccessivamente malmesso. Su dischi tenuti molto male o ascoltati precedentemente su giradischi di bassa qualità (è possibile che la puntina abbia “arato” e quindi rovinato i solchi. ) non ci sarà l’atteso “miracolo”.

una macchina lavadischi rappresenta sicuramente il miglior investimento che un collezionista di dischi possa fare. utilizzarla è molto semplice: il disco viene immerso nel liquido che scioglie le impurità ed il grasso depositato nel solco, successivamente due spazzole contrapposte contribuiscono all’operazione di lavaggio trattenendo e detergendo i solchi. al termine dell’operazione di lavaggio il disco viene messo ad asciugare su uno ‘scola-disco’ fornito in dotazione, dopodiché il liquido viene filtrato e recuperato per futuri lavaggi (filtri ed imbuto sono anche’essi in dotazione) – l’efficacia del sistema è garantito grazie al ‘sistema di ammollo’ che permette di sciogliere dai solchi tutte le incrostazioni. ovviamente il risultato è commisurato al tempo di ‘ammollo’ e al numero di rotazioni, quindi se hai un pò di pazienza puoi provare a lasciare i dischi (almeno quelli a cui tieni di più) per diversi minuti girandoli di tanto in tanto – si consiglia di ruotare il disco sia in senso orario sia in senso antiorario in modo che le spazzole possano ‘pettinare’ i solchi in entrambe le direzioni – per velocizzare il processo di lavaggio alcuni audiofili utilizzano due macchine knosti: la prima riempita di liquido di pulizia e la seconda con acqua distillata per il risciacquo – attenzione: la macchina e il liquido sono assolutamente sicuri per il vinile, infatti moltissimi collezionisti in tutto il mondo ne fanno uso da anni con risultati estremamente soddisfacenti, inoltre il liquido in dotazione è stato testato clinicamente – permette di lavare anche i vecchi 78 giri da 10″, inoltre è corredata da un litro di liquido che normalmente è sufficiente per il lavaggio di circa 150-200 dischi

Giudizi di clienti che hanno acquistato:

  • moooolto utile ma serve tanta tanta pazienza
  • UTILE A CHI HA MOLTA PAZIENZA E MOLTI VINILI
  • Consigli sull’utilizzo del KNOSTI

Sistema lavadischi knosti disco antistat – finitura nera. Un poco laboriosa la rotazione di pulizia dei vinili ed il recupero del liquido detergente. Però funziona benissimo nel ripulire i vinili e nel produrre l’antistaticità. Migliore Sistema lavadischi Knosti Disco Antistat – Finitura nera